Il Milan e Yanga-Mbiwa hanno un accordo

In un mercato dove si paga a rate e girano pochi soldi, Thiago Silva ha fruttato al Milan una plusvalenza di trentadue milioni di euro: Galliani ne aveva spesi dieci nel 2009 e ora l’ha ceduto agli sceicchi del Paris Saint Germain per quarantadue, con la benedizione di Leonardo e Ancelotti. Quando il Milan aveva preso Thiago Silva dalla Fluminense, il difensore non faceva ancora parte della nazionale brasiliana: aveva quasi ventiquattro anni e aveva vissuto due esperienze complicate all’estero, la prima nelle giovanili del Porto e la seconda nella Dinamo Mosca. Neppure Nesta era costato una cifra così alta: il Milan, nel 2002, lo aveva strappato alla Lazio di Cragnotti per trenta milioni di euro. Erano altri tempi, ma soprattutto era un calcio più ricco e l’economia era più florida. Ecco perché il prezzo di Thiago Silva, rapportato agli scenari attuali, suscita ancora maggiore impressione.

In un periodo segnato dalla crisi, devono essere le idee e la competenza a fare la differenza. E il Milan, dopo la rinuncia a Thiago Silva, ha concentrato le sue attenzioni su un altro centrale: Mapou Yanga-Mbiwa, ventitré anni, origini africane e passaporto francese, uno scudetto vinto nello scorso campionato con il Montpellier. Il principio del Milan è chiaro: investire su un giocatore che non abbia ancora raggiunto l’apice del suo rendimento. Yanga-Mbiwa ha il contratto che scade il 30 giugno del 2013 e ha già raggiunto un accordo con il Milan. Il Montpellier non si arrende: prova a giocare al rialzo, chiede diciotto milioni di euro, la società rossonera non vuole superare la soglia dei sei. Il presidente Louis Nicollin ha ribadito anche ieri di non avere intenzione di fare sconti. Lo scenario, però, potrebbe cambiare nello spazio di pochi giorni. Il Montpellier rischia di perdere Yanga-Mbiwa a parametro zero nella prossima estate. Dovrà farlo partire prima del 31 agosto e si è già cautelato, andando a prendere Daniel Congré, ventisette anni, dal Tolosa.

La ricerca del centrale, nelle strategie del Milan, deve rispondere a quattro requisiti: qualità, età, margini di crescita e prezzo. L’erede di Thiago Silva può arrivare proprio dalla Francia, dove intanto ha trovato casa il brasiliano. Yanga-Mbiwa è stato uno degli artefici della straordinaria stagione del Montpellier, allenato da René Girard, che ha soffiato il titolo al Paris Saint Germain di Carlo Ancelotti. Un’impresa storica per un club fondato nel 1974 e tornato in Ligue 1 nel 2009. In precedenza, il Montpellier aveva vinto solo due Coppe di Francia e una Coppa Intertoto. Con il trequartista Younes Belhanda e il centravanti Olivier Giroud, capocannoniere dello scorso campionato con 21 gol in 36 partite, ceduto a giugno per dodici milioni di euro all’Arsenal, Yanga-Mbiwa ha trascinato la squadra di Girard.

Anticipo, forza nelle chiusure, velocità nei recuperi, temperamento, personalità, senso della posizione. In area di rigore fa emergere la sua solidità: è attento in marcatura, non ha cali di tensione, ha una mentalità molto europea, è preciso nei passaggi. Nel Montpellier indossa la maglia numero 3 e porta la fascia di capitano: gioca sul centro-destra, si è imposto nell’ultima stagione al fianco dell’altro difensore Vitorino Hilton, classe 1977, brasiliano, cresciuto nel Paranà. E’ nato a Bangui, nella capitale della Repubblica Centrafricana, il 15 maggio del 1989. E’ alto un metro e 84, pesa 77 chili, ha lasciato il suo Paese di origine quando aveva appena otto anni. Si è trasferito con la famiglia a Port-de-Bouc. Ha svolto tutta la classica trafila nel settore giovanile del Montpellier. Ha debuttato da professionista il 17 agosto del 2007, in Ligue 2 (la serie B francese): il tecnico era Jean-François Domergue, dieci minuti in campo nella gara vinta (3-0) contro il Troyes.

Nel Montpellier ha lavorato anche con l’allenatore Rolland Courbis, che ha lasciato poi la panchina nel 2009 a René Girard. Yanga-Mbiwa ha iniziato la carriera giocando nel ruolo di terzino destro. E’ stato spostato al centro proprio da Girard. Trentaquattro presenze, tutte da titolare, nell’ultimo campionato. Ha segnato un gol nella partita d’andata con il Caen (3-1). La sua nuova stagione con il Montpellier è cominciata con una delusione: il club di Girard ha perso ai rigori la Supercoppa di Francia contro l’Olympique Lione (4-6). E’ giovane, ma vanta già l’esperienza giusta: centosei gare e due gol in Ligue 1, sessantaquattro partite e due reti in Ligue 2. In carriera è stato espulso tre volte, sempre per doppia ammonizione. Nei suoi pensieri c’è il Milan: vuole diventare l’erede di Thiago Silva.