Gattuso: "Al Milan troppa anarchia nello spogliatoio"

Ritardatari, indisciplinati e irresponsabili: Gennaro Gattuso è partito dal Milan perchè non stava più «bene» nello spogliatoio e non si sentiva più «se stesso». È la confessione del centrocampista del Sion, in un'intervista-fiume alla rivista francese France Football.«Me ne sono andato (dal Milan, ndr) perchè non stavo bene nello spogliatoio. Un tempo era molto più semplice da gestire - ha detto Gattuso -. La malattia mi ha fatto vedere le cose da un altro punto di vista. Gli ultimi due o tre mesi ho notato cose mai viste in 13 anni di Milan».

L'ex rossonero fa riferimento ai ritardi e ai comportamenti anomali dei suoi compagni di squadra: «Quando c'era un allenamento alle 9,30 in molti arrivavano solo 10' prima dell'inizio e nessuno diceva niente - ha proseguito -. Io arrivavo con tre quarti d'ora d'anticipo, magari per fare esercizi, massaggi o solo per prendere un caffè in tranquillità. È una cultura frutto di anni di esperienza. Oppure quando c'era il pranzo all'una, alcuni arrivavano anche con 15' di ritardo. Insomma, c'era mancanza di rispetto delle regole». Gattuso ha spiegato di credere molto nella «nozione di gruppo»: «In una rosa di 25 giocatori se le regole non vengono rispettate c'è subito confusione - ha osservato -. Sono cose che fanno perdere energie. Era una situazione che innervosiva molto gli anziani del gruppo».

«Al Milan non mi sentivo più me stesso - ha continuato - non mi sentivo più Rino Gattuso, in grado di affrontare ogni situazione di petto. Restavo in silenzio. Non ero contento. Così ho capito che era arrivato il momento di andarmene». Per l'ex rossonero a Milano ci sono «troppe occasioni per uscire da casa, la vita notturna è terribile». Per esempio aveva consigliato a Yoann Gourcuff, nei suoi anni in rossonero, di andare a vivere a Gallarate, invece di Milano: «Ho sempre creduto fosse un grande giocatore, il suo talento è indiscutibile. Ma era solo un ragazzo. Andava troppo in giro, arrivava in ritardo agli allenamenti e il Milan è intervenuto quando Yoann non sapeva più gestirsi. Bisognava pensarci prima». E ancora: «A vent'anni non siamo tutti uguali. Quando arrivi al Milan disponi di una casa di 400 mq, in centro a Milano, e nessuno si preoccupa di come gestisci la tua vita».

Al Sion, Gattuso ha ritrovato l'anima del calcio: «Per 13 anni mi sembra di avere praticato un altro sport. Forse il vero calcio, invece, è questo, dove devi fare le cose da te. Poichè voglio diventare allenatore in futuro, quest'esperienza mi servirà». E ha aggiunto: «Sono qui con tanta voglia e passione». Riguardo a Carlo Ancellotti, l'allenatore del Paris Saint-Germain con il quale ha vinto due volte la Champions League, Gattuso ha detto che è «un grande allenatore», «una persona che si vorrebbe sempre come amico». E ancora: «È gentile e non porta maschere».