Il punto sulle trattative rossonere

In attesa di sapere quanti dei circa 200 milioni serbati - tra cessioni illustri, svincoli di fine stagione e risparmi al lordo - verranno reinvestiti sul mercato, facciamo il borsino per provare a scoprire chi dovrà raccogliere la pesante eredità lasciata da Ibrahimovic. La maxi-cessione di Thiago Silva e dello svedese al Paris Saint-Germain vale - secondo calcoli sì aleatori, ma indicativamente emblematici - 178 milioni di euro e i prossimi clienti di trattativa lo sanno: paradossalmente l'ingente liquidità a disposizione non giocherà a favore della società rossonera, almeno non se si considerano gli ultimi negoziati d'acquisto gestiti da Galliani. Quando non a parametro zero, sempre snervanti e sul filo del 31 agosto per "tirare il prezzo" e in virtù del numero a sensazione, tra i soliti tentativi di depistaggio: un copione ormai liso.

Ma veniamo ai nomi caldi: Carlitos Tevez è tornato in auge dopo il tormentone invernale, ma Mancini non se ne vuole più privare. Per Edin Dzeko, che nel Manchester City non ha incantato dopo l'exploit Wolfsburg, si potrà invece intavolare una trattativa, ma con poco margine, perché gli emissari del ricchissimo Mansour fisseranno un prezzo (25 milioni?) e diranno "Prendere o lasciare". Anche il costo di Leandro Damiao, con l'Internacional pronta a scatenare un'asta di mercato con portata europea per vendere il suo talento ventiduenne, sarà oneroso e poco trattabile, mentre i primi rumors su Robin Van Persie, ancora in stand-by sul rinnovo contrattuale con l'Arsenal, dovranno essere verificati nei prossimi giorni prima di una reale stima.

Il successore di Ibrahimovic potrebbe essere italiano e se si pensa alle ultime parole di Galliani ("Di top-player non ne arriveranno più nel nostro campionato, bisogna costruirseli in casa"), in un certo senso Alessandro Matri, cresciuto nel Milan dal 1996 al 2004, potrebbe anche corrispondere all'identikit. Matri non ha metabolizzato perfettamente, per caratteristiche fisiche, il calcio dispendioso di Antonio Conte (pur segnando 10 gol nell'anno dello scudetto) e la Juventus, che non vuole certo cambiare la rotta tecnica, potrebbe decidere di cederlo. L'allenatore del Milan, al contrario, potrebbe non essere altrettanto saldo nei prossimi mesi, fatto sta che Allegri ha allenato il centravanti nel Cagliari quando, nel 2009/10 disputò la sua migliore stagione. Citiamo soltanto altri due ex, Nicola Pozzi e Alberto Paloschi, e pensiamo per un istante a Giampaolo Pazzini, scivolato ai margini dell'Inter che ha una certa fretta di cederlo per fare tesoretto: se arrivasse il licet di Moratti, con 10 milioni i protagonisti della Sampdoria dei miracoli (quella che, trascinata dagli assist di Cassano e dai gol di Pazzini, centrò la qualificazione ai preliminari Champions League nel 2010) potrebbero riacclimatarsi, insieme, a Milano.

Concludiamo con qualche suggestione: Ricky van Wolfswinkel - classe 1989, attaccante olandese dello Sporting Lisbona - Ola Toivonen, punta svedese del PSV Eindhoven, e John Guidetti. Vent'anni, svedese di chiare origini italiene: dopo una stagione perfetta nel Feyenoord (20 gol in 23 presenze), Guidetti è rientrato sotto i ranghi di Mancini al Manchester City e potrebbe o agevolare ulteriormente la cessione di Dzeko o essere ancora girato in prestito. Mentre Inzaghi oggi ci comunicherà cosà farà "da grande", Il grande rammarico per il Milan in questi giorni è forse quello di aver ceduto Jan Klaas Huntelaar, 48 gol in 48 partite con lo Schalke nel 2011/12, troppo frettolosamente.