Il Milan ricomincia da dove aveva finito: vince la Supercoppa

Il Milan batte l’Inter col punteggio di 2-1 e porta a casa il primo trofeo della stagione 2011/2012, la Supercoppa Italiana. Nonostante un primo tempo giocato piuttosto al di sotto delle aspettative, con l’Inter che si porta addirittura in vantaggio, i rossoneri riescono ad agguantare e superare i cugini interisti nel giro di 10 minuti, sull’asse Ibra-Boateng.

Buona parte del secondo tempo è stata condizionata dalla superiorità fisica e tecnica dello svedese, a tratti immarcabile. Questo anche grazie all’aiuto dei centrocampisti, che dopo una prima parte di match decisamente insufficiente innescano la torre scandinava alla perfezione. E’ proprio un assist di Clarence Seedorf, dopo un’azione a dir poco confusionaria, che permette a Zlatan Ibrahimovic di siglare la prima rete al minuto sessanta.

Ma facciamo un passo indietro: minuto numero venti, Gattuso commette il secondo fallo su Alvarez nel giro di venti secondi, l’arbitro lo grazia e non lo espelle. C’è molto nervosismo nelle file rossonere. Sulla punizione scaturita dal fallo di capitan Gattuso l’olandese Sneijder mette a segno la sua ultima rete in maglia nerazzurra, vista la cessione al Manchester City, con un calcio piazzato che beffa Abbiati con la carambola portiere-palo-gol.

Cos’è cambiato da questo momento a quello dei gol di Zlatan e Kevin Prince? Sicuramente qualche scelta troppo avventata del mister nerazzurro Gasperini, ma anche molti meriti della formazione rossonera. Infatti, come nel famoso derby del 2 aprile, i centrocampisti cominciano ad alzare il ritmo, il gioco si velocizza, per la gioia di chi vive di inserimenti, come Boateng. Sarà proprio il ghanese a realizzare, 9 minuti dopo la rete di Ibra, il gol del vantaggio, su un tap in scaturito dal palo del neo entrato Alexandre Pato. Da questo momento in poi il Milan ha pieno controllo sulla partita, che resta comunque piuttosto nervosa.

Sarà anche inizio agosto, si giocherà anche a Pechino, davanti a 100.000 persone che di calcio non sono certo i massimi intenditori, ma è sempre un derby. Ci sono sempre le solite rivalità, le stesse che c’erano ad aprile, a novembre, e che sempre ci saranno. Non importa dove si giochi, è sempre Milan-Inter. E quando questo viene a galla, con le varie tensioni del caso, i giocatori interisti sembrano calare. Forse l’esperienza dei vari veterani in maglia rossonera li porta ad esaltarsi in questi momenti, invece che crollare come accade ai giovani Obi, Alvarez e Castagnos. L’Inter non sarà quella che vedremo in campo tra un mese. Via Sneijder, forse arriverà Tevez. Sicuramente torneranno Cambiasso e Lucio. Anche se i problemi non si sono certo visti in difesa, anzi, nel primo tempo la linea difensiva nerazzurra sembrava quasi insuperabile. Invece, nel secondo tempo, c’è stato qualche problema di impostazione a centrocampo, con Pazzini ed Eto’o che non venivano serviti con continuità.

Anche al Milan mancava qualcosa: mister x sarà sicuramente un giocatore importante, e Fabregas sembra tornato di moda in queste ore visto l’ennesimo no dell’Arsenal all’offerta del Barcellona. Inoltre Taye Taiwo non avrà certo un ruolo marginale nelle gerarchie di mister Allegri. E, per finire, a casa sono rimasti anche Stephan El Sharawy, Pippo Inzaghi e Mathieu Flamini.

Insomma, una partita che non ha fatto vedere le squadre al completo ma una cosa l’ha detta: i campioni vestono ancora la maglia rossonera.